Lettura di brani del libro di M. Da Gragnano (2015)

“Scrivere è: la passione di raccontare quelle storie che fanno vibrare le corde dei sentimenti per il piacere di condividere le medesime emozioni con chi ama ascoltarle” è ciò che scrive l’autore Massimo Da Gragnano (www.massimodagragnano.it) e la sua opera trasmette davvero questi valori.

Il giorno 14 maggio 2015 a Pisa, nella sala inferiore della biblioteca SMSbiblio,è stato presentato il libro di Massimo da Gragnano “Un posto chiamato Afasia oltre la frontiera di Stroke” (editore SIMPLE-Milano), nell’ambito della XXXVI Festa settimana alle Piagge, una tradizionale festa cittadina.

AFASIA: una parola che porta con sé un mondo oscuro e sconosciuto. A seguito di un ictus, Ascanio si trova d’un tratto catapultato “oltre la frontiera di Stroke”, in un posto dove nessuno riesce a capire cosa pensa e prova. Da lì può solo osservare le immagini e ascoltare i suoni e rumori che provengono dal mondo cui apparteneva prima di attraversare quella maledetta frontiera. Le parole pronunciate e ascoltate quando si oltrepassa la linea di Stroke diventano incomprensibili come quelle di una lingua aliena. Questa è la storia raccontata nel libro di Massimo da Gragnano, un romanzo d’amore, di sofferenza e di profonda solitudine. L’Associazione Afasici Toscana lo ha presentato con la convinzione che sia possibile rendere meno oscuro e sconosciuto il mondo oltre la frontiera di Stroke.

L’autore è stato intervistato da Giovanni Berti ed ha raccontato le motivazioni che l’hanno spinto a scrivere un lavoro su questo delicato argomento; le sue incertezze ed il conforto nel procedere alla pubblicazione ottenuto da chi dell’afasia aveva esperienza e competenza. La lettura di brani del libro da parte delle persone afasiche è stata preceduta e seguita da alcuni interventi volti a presentare l’afasia e i principali problemi delle persone afasiche e dei loro familiari.

Le presentazioni hanno sollevato interesse trattando i legami esistenti tra linguaggio ed efficacia della comunicazione, il modo in cui la perdita di tale efficacia si riflette anche nei rapporti familiari, introducendo a nuovi tipi di relazione tra afasico e familiare (caregiver). La lettura dei brani da parte delle persone afasiche ha evidenziato le qualità del metodo riabilitativo adottato e le capacità delle persone afasiche stesse nel riappropriarsi, sia pure parziali, di capacità precedenti. Gli interventi conclusivi hanno evidenziato i progressi terapeutici ottenuti negli ultimi anni nel campo fisiatrico e neuropsicologico.

Oltre agli aspetti puramente riabilitativi individuali, l’attenzione è stata rivolta alla cura delle relazioni dell’afasico con il mondo familiare ed extra familiare. Attenzioni che devono essere potenziate con azioni specifiche di sensibilizzazione nei contesti sociali e della vita quotidiana.